P.tta. Porta Gabalo,
Brisighella
Tel/Fax: 0546 81166
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Sono frutti di piccole dimensioni e di sapore "antico", deciso, dolce o aspro e inconfondibile.
Si consumano soprattutto cotti o trasformati in confetture casalinghe.
Corbezzolo:
ha bacche rossastre, sapore acidulo; è usato per confetture e acquavite digestiva. Matura a novembre - dicembre.
Corniola:
frutto carnoso, di sapore acidulo. Acerba viene posta in salamoia come le olive. Matura a fine estate.
Mela cotogna:
di forma ovoidale, con polpa dura e acida. E' vocata alla cottura e alla confettura (savor e cotognata).
Giuggiola:
frutto simile, per la forma, alle olive, ma di colore marrone, brillante. Ha polpa dura e nocciolo appuntito e legnoso. Quando è matura ha sapore molto dolce. Matura in settembre.
Nespola:
piccolo frutto di sapore acidulo ed astringente. Si raccoglie ancora acerba e si fa maturare. Matura in ottobre - novembre.
Sorba:
frutto simile ad una piccola pera con polpa acidula. Dopo la lenta maturazione diventa dolce e succosa.
In cucina:
la cucina a base di frutti dimenticati è ricca di sapori nuovi, quelli di azzeruole, pere volpine, giuggiole, nespole, sorbe, rosa canina, cotogno ( mela e pera) utilizzato per " e' savor", una marmellata tipica della Romagna preparata con la frutta e il mosto cotto.
La ricetta del brodo di giuggiole, che risalirebbe all'epoca dei Gonzaga, comprende giuggiole, cotogne, uva bianca, zucchero e acqua.
Dalla rosa canina si ricava una marmellata deliziosa e molto rara.
Nei ristoranti dell'Appennino Faentino i frutti dimenticati vengono presentati in modo nuovo, unendo tradizione e creatività, con menù a tema stagionali.