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P.tta. Porta Gabalo,
Brisighella
Ravenna, ITALY
T / F: 0546 81166
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Comune di Brisighella
Via Naldi 2,
Brisighella
Ravenna, ITALY
T / F: 0546.994411
www.comune.brisighella.ra.it
È la più spettacolare e importante peculiarità del nostro territorio, che si staglia nettamente all'orizzonte come una catena montuosa.
Il Parco regionale della Vena del Gesso romagnola costituisce uno degli elementi geografici e geologici più caratteristici dell'Appennino Romagnolo.Fa parte di una formazione rocciosa chiamata "Formazione gessoso-solfifera" (epoca Messiniana, datazione radiometrica: 6,5 - 5,5 milioni di anni fa) che si estende dal Piemonte alla Sicilia ma solo qui raggiunge affioramenti così notevoli.
Incastonato come un gioiello tra i gessi di Rontana e quelli di Castelnuovo, in Comune di Brisighella, il centro visite Cà Carnè è uno degli angoli più suggestivi dell’intera collina romagnola.
Significativi sono i ritrovamenti fossili rinvenuti negli interstrati argillosi che comprendono varie decine di specie di vertebrati vissuti 5 milioni di anni fa.
Si tratta della vetta più alta della Vena del Gesso (515 slm) ed il suo profilo emerge inconfondibilmente rispetto alle colline circostanti nella valle del Sintria.
L'affioramento è continuo per circa 25 km dalla valle del Sillaro a Brisighella nella valle del Lamone.
E' largo non più di 1,5 km, diretto WNW-ENE, lungo il bordo orientale dell'Appennino e con spessore di circa 170 metri.
Manifesta estesi fenomeni di carsismo superficiale e sotterraneo dovuto alla parziale solubilità della roccia, dando così origine a doline, inghiottitoi e grotte anche di notevoli dimensioni.
La vena è formata tutta dallo stesso minerale (il gesso, solfato biidrato di calcio).
Il caratteristico luccichio dei cristalli la distacca nettamente nell'aspetto dalle rocce circostanti e le ha valso il nome popolare di "pietra di Luna" o "Selenite".
Il gesso si presenta in cristalli pinacolidali, a punta di lancia, aciculari e a rosetta.
La formazione gessoso-solfifera può essere paragonata ad una grande salina fossile che si è depositata in seguito all'isolamento del Mar Mediterraneo con la chiusura della soglia di Gibilterra.
Lo scarso apporto d'acqua ed il clima piuttosto arido favorivano l'evaporazione e il gesso, un sale disciolto nell'acqua marina, si depositava.
Quando l'apporto di acqua aumentava, la deposizione del gesso si interrompeva e si depositavano invece delle marne, sedimenti trasportati dai corsi d'acqua.
Questo fenomeno interessò tutto il Mediterraneo per circa 15-16 volte alternativamente.
Ogni strato della Vena del Gesso rappresenta quindi un ciclo sedimentario, legato alla deposizione delle rocce che lo costituiscono, che si ripete secondo un ordine fisso.
Vedi anche: il Parco Museo Cava Monticino.