P.tta. Porta Gabalo,
Brisighella
Tel/Fax: 0546 81166
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La Rocca, la Torre dell'Orologio e la Basilica del Monticino caratterizzano il paesaggio per cui Brisighella è famosa.
Edificata nel 1310 dai Manfredi, signori di Faenza, rimase a questa famiglia fino al 1500, quando passò per soli tre anni a Cesare Borgia.
Dal 1503 al 1509 appartenne ai Veneziani che costruirono il grandioso maschio e due lati delle mura, poi fece parte dello Stato Pontificio. Alla fine del 1500 i due torrioni furono ricoperti da un tetto.
La Rocca conserva ancora le caratteristiche delle fortezze medioevali: i fori per le catene dei ponti levatoi sopra la porta d'ingresso, i beccatelli e le caditoie, i camminamenti sulle mura di cinta, le feritoie.
Dal 1977 è sede del "Museo del lavoro contadino", un'ampia esposizione di attrezzi agricoli e altre testimonianze legate al mondo rurale (attualmente chiuso). Gli edifici in parte diroccati, ai piedi della rocca, sono antichi mulini per la cottura del gesso.
La Rocca è chiusa per ristrutturazione fino a data da destinarsi. Per informazioni contattare l'ufficio cultura del Comune di Brisighella (0546/994415) o l'Associazionea Pro Loco (0546/81166).
In origine era il fortilizio fatto erigere nel 1290 da Maghinardo Pagani da Susinana con massi squadrati di gesso, per controllare le mosse degli assediati nel vicino castello di Baccagnano.
Fino al 1500 costituì, insieme alla Rocca, il sistema difensivo del centro abitato.
Danneggiata e ricostruita più volte, la torre fu completamente rifatta nel 1850 e nello stesso anno vi fu posto anche l'orologio.
Il quadrante dell'orologio è a sei ore.
Interessante vista sui calanchi , una formazione di argille azzurre, dilavate dagli agenti atmosferici.
La Torre dell' Orologio è chiusa per ristrutturazione fino a data da destinarsi. Per informazioni contattare l'ufficio cultura del Comune di Brisighella (0546/994415) o l'Associazionea Pro Loco (0546/81166).
Qui è venerata una sacra immagine in terracotta policroma di autore ignoto, datata 1626, collocata in origine in un piccolo tabernacolo nei pressi di Porta Buonfante.
Nel 1662 fu traslata in una cappella, dove oggi sorge il Santuario, sul colle che si chiamava allora Monte Cozzolo o Calvario, forse perchè dirupato e scosceso.
Nel 1758 fu edificato l'attuale santuario che, nel corso del tempo, ha avuto numerosi rifacimenti.
L'odierna facciata fu rifatta su progetto del prof. Edoardo Collamarini nel 1926 in occasione del III centenario della sacra Immagine. Gli affreschi interni risalgono al 1854 e sono opera del faentino Savino Lega.
Sul retro del santuario, la cava da cui fino a pochi anni fa si estraeva il gesso, è diventata un Museo Geologico all'aperto .