prova5halloween-2016Per la prima volta anche nel borgo medioevale di Brisighella (RA) calerà la notte di Halloween, lunedì 31 ottobre dalle 20 alle 24. Lungo le Vie più antiche del borgo il visitatore potrà lasciarsi trasportare dal MISTERO DEL PICATRIX, un percorso-animiazione a tappe alla scoperta dell’arcano in 7 punti nascosti fra riti magici, formule alchemiche e lettura del cosmo.

PROGRAMMA DELLA SERATA
Cartomanti e mercato di Halloween con opere dell’ingegno e artigianato artistico faranno da cornice lungo Via Porta Fiorentina e Via Naldi.
Via Fossa verrà trasformata nell’Area Bimbi Dolcetto e Scherzetto con banchi di dolciumi, gonfiabili, truccabimbi, spettacoli di marionette e baby dance nel Teatro Giardino.
Spettacoli di Giocoleria e Fachirismo, Bolle di Sapone infuocate, Mangiafuoco, Danza Acrobatice e Bastard Jazz Marching Band.
Il tempo sarà scandito dai Tamburi Medioevali di Brisighella.
I visitatori potranno rifocillarsi nelle tante locande allestite per l’occasione (osterie, ristoranti e stand gastronomico).
Aspettando lo spettacolo finale in Piazza Carducci che vedrà protagonista KIRA, finalista di Italian’s Got Talent, con una sua particolare versione dell’Uomo Vitruviano. Un’esibizione atleticamente molto impegnativa ma che Kira è riuscito a trasformare in una vera e propria performance di arte per il potente grado di intensità emotiva che è riuscito a trasmettere, ben oltre una semplice performance acrobatica.
L’ingresso al centro storico richiede un contributo di 3 €; gratuito per i bambini e i ragazzi con meno di 14 anni, per gli over 65 e per i residenti del centro.
Infine, da Mezzanotte alle 2 la festa continua con un Dj set in maschera alla Rocca di Brisighella.

Le origini del Picatrix sono alquanto complesse e di strana divulgazione. Il Picatrix o meglio Ghayat Al-Hakim è un testo medioevale, probabilmente scritto prima dell’anno mille. Sinteticamente si può dire che si tratta di un trattato di magia talismanica con forti simbologie ellenistiche orientali, che associa spirito e pianeti indicandone forme d’invocazione per conseguire benefici. Circolò nel Medioevo tradotto in latino, con il nome di Picatrix, da un originale arabo (Ghayat Al-Hakim, appunto), fortemente influenzato dal Corpus Hermeticum di Ermete Trismegisto. Ebbe la sua maggiore importanza nel XV Secolo, quando a esso si interessarono personaggi del calibro di Cornelius Agrippa, Pico della Mirandola e Marsilio Ficino. Oggi sopravvivono diverse copie ma la storia dell’edizione italiana si deve invece agli stessi traduttori e curatori del trattato ed ha inizio quasi per caso, senza un piano prestabilito. Bisogna risalire ai convegni tenuti a Brisighella negli anni Ottanta, ove professori universitari e studiosi si ritrovavano sotto la guida di Paolo Aldo Rossi, durante le Feste Medievali. Nel 1989 fu scoperto che uno dei manoscritti del Picatrix era stato copiato il 21 maggio 1536 “a Brisighella nella casa con due ingressi e vicina al palazzo comunale”. Alcuni studiosi indicano un suo forte influsso sull’arte e sulla cultura del Rinascimento; avrebbe influenzato anche le Centurie di Nostradamus e lo stesso Leonardo Da Vinci.
Le credenze illustrate nel Picatrix indicano la possibilità di guardare nel futuro per ottenere benefici; o meglio, la possibilità di scegliere il momento, in funzione di particolari configurazioni astronomiche, per intraprendere un’attività. Tale convinzione si basa sull’assunto che l’Universo (il Cosmo) sia pieno di particolari energie e/o forze. Ovviamente non del genere che la scienza materialistica conosce tipo i quark, i protoni o i neutroni, ma forze divine o planetarie veicolabili e attivabili con formule magiche o conoscenze astrologiche; mediante l’uso di tali conoscenze sarebbe possibile determinare il proprio destino. Un lucido esempio di tale applicazione lo si può ritrovare nella famosa Orazione sulla dignità dell’Uomo di Pico della Mirandola.

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