SANGIOVESE DI ROMAGNA

E’ il vino rosso simbolo della Romagna, e il primo vino romagnolo ad avere ottenuto la DOC; richiama il carattere della gente di questa terra, franco ed esuberante all’esterno, sincero e delicato all’interno.

Già citato da Plinio il Vecchio, al tempo dei Romani, come uno dei vini più pregiati, viene ricordato nelle cronache con l’attuale denominazione tra il ‘500 e il ‘600.

Colore rosso rubino, a volte con orli violacei, profumo con sentore di viola, sapore asciutto, armonico, a volte un pò tannico, con retrogusto amarognolo, ammandorlato. La fgadazione alcolica minima naturale è 11%. Gradazione alcolica minima consentita è 11,50% – 12,50% – 13%, in base alla tipologia del vino.

Si producono tre tipi di Sangiovese, il Sangiovese Superiore, che proviene da una ristretta area collinare della Romagna, viene messo in vendita solo dal 1° Aprile dell’anno successivo a quello della vendemmia, con una gradazione alcolica non inferiore a 12%. Il Sangiovese Riserva , che deve avere almeno due anni di invecchiamento a gradazione alcolica non inferiore a 12%. E il Sangiovese Novello, che si ottiene dalla macerazione carbonica delle uve per almeno il 50%. Deve avere una gradazione alcolica minima di 11%.

ABBINAMENTI: Ottimo con carni arrosto e grigliate, umidi e stracotti, con antipasti a base di salumi, con formaggi a pasta dura o fermentati. In casi particolari può accompagnare zuppe di pesce di gran sapore.

CAGNINA DI ROMAGNA

Ottenuto dal vitigno Refosco, diffuso soprattutto in Friuli e Veneto, localmente detto Cagnina. La sua diffusione in Romagna risale all’epoca bizantina.

Ha colore rosso violaceo. Odore vinoso, sapore dolce leggermente acidulo. Titolo alcolometrico totale minimo 11%.

ABBINAMENTI: Si accompagna con dolci e pasticceria secca, ciambella romagnola e castagne arrostite. E’ considerato un prodotto tipico dell’autunno.

PAGADEBIT DI ROMAGNA

Il nome nasce da un’espressione del dialetto romagnolo e significa: buono “a pagare i debiti”. Infatti il vitigno “bombino bianco” era generoso come il produttore e lo risollevava, con la sua buona e costante produttività, nei periodi di crisi economica.

Ha colore giallo paglierino, più o meno intenso, odore caratteristico e gradevole di biancospino, sapore delicato che sente l’influsso erbaceo. Tali caratteristiche di sapore si distinguono in sapore secco del tipo secco e in sapore più dolce del tipo amabile. Il titolo alcol-metrico totale minimo varia dal 10,50% del tipo secco, all’11% del tipo amabile.

ABBINAMENTI: Si accompagna con primi cotti nel brodo e creme vellutate. Tra i secondi predilige i crostacei. E’ gradito come bevanda durante merende a base di piadina romagnola.

ALBANA DI ROMAGNA

Altro vino simbolo del territorio, il vino Albana fu il primo vino bianco ad ottenere il marchio DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita).

Le più antiche notizie si sono sviluppate in un clima di leggenda. Si racconta che Galla Placidia, dopo averlo assaggiato, ne fosse estasiata e che Federico Barbarossa, di passaggio sui colli forlivesi, ne bevesse con piacere.

Colore giallo paglierino tendente al dorato con invecchiamento. leggero profumo tipico, sapore asciutto nel tipo secco, fruttato nel tipo amabile, dolce e vellutato nel tipo passito. Titolo alcolo-metrico totale minimo 11,50%.

Si producono quattro tipi di vino albana, secco, amabile, dolce e passito.

ABBINAMENTI: L’albana secca si gusta a tavola con menù a base di pesce in generale, di crostacei e zuppe, ma anche con minestre in brodo e creme. L’albana dolce e amabile si accompagna con la ciambella, tipico dolce romagnolo, con la pasticceria da forno e con le crostate di frutta. L’albana passita, che si ottiene da uve tardive lasciate ad essiccare sui graticci, è considerato vino da meditazione. Si accompagna con la pasticceria secca, la frutta secca e tostata, formaggi particolari.

 

LINK UTILI

Per maggiori informazioni www.stradadelsangiovese.it