La flora e la fauna

La diversità del Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola, rispetto al circostante Appennino è qualcosa che si percepisce facilmente, specie osservando la copertura vegetale. Il gesso possiede infatti caratteristiche non comuni che hanno prodotto una morfologia particolare, la quale a sua volta favorisce un microclima particolare con ovviamente una flora particolare.

 

Chirottero-grotta-Vena-del-GessoA brevissima distanza dalle specie tipicamente termofile (amanti del caldo) e xerofile (tolleranti all’aridità) che punteggiano le falesie rivolte a Sud, troviamo sulle pendici nord piante igrofile o microterme normalmente reperibili a quote decisamente più elevate.

La fauna è estremamente varia e ricca di specie. Il territorio corrispondente agli affioramenti gessosi comprende ancora ambienti naturali tali da poter ospitare molte specie come nel caso di svariati insetti e coleotteri.

Un valore notevolissimo è rappresentato dalla fauna cavernicola sia quella troglofila, come i Chirotteri, sia quella troglobia. La fauna tipica delle caverne è sempre estremamente interessante dal punto di vista biologico per i peculiari adattamenti morfologici e fisiologici che gli organismi sviluppano in tali ambienti.

Si ha una varietà di specie anche tra i vertebrati tetrapodi quali anfibi, rettili, uccelli e mammiferi tra i quali è importante segnalare la presenza dell’istrice (Hystrix cristata).

Un breve elenco di specie caratteristiche presenti in questa zona comprende il Niphargus, il Triturus carnifex, il Barbagianni, la Tyto alba, la Civetta Athene noctua, i Chirotteri come il Myotis, il Rhinolophus ed il Miniopterus.

Monte Mauro

Si tratta della vetta più alta della Vena del Gesso (515 slm) ed il suo profilo emerge inconfondibilmente rispetto alle colline circostanti nella valle del Sintria. Ospita alcuni ruderi. La cima di un antico castello e i resti di una chiesa recentemente restaurata, la pieve di S.Maria in Tiberiaci risalente a prima del Mille.

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La caratteristica cima di Monte Mauro e il suo profilo triplo visibile anche dalla pianura, le sue pareti scoscese, i suoi boschi e le sue numerose grotte e morfologie carsiche, lo splendido panorama che si gode dalla sua sommità, rendono questo luogo unico e suggestivo meta di numerosi escursionisti e amanti della natura.

È possibile infatti avventurarsi in caratteristici sentieri e percorsi nel cuore della Vena del Gesso e ammirare da vicino queste peculiarità geologiche e naturalistiche ancora incontaminate.

Geologia

L’affioramento è continuo per circa 25 km dalla valle del Sillaro a Brisighella nella valle del Lamone. E’ largo non più di 1,5 km, diretto WNW-ENE, lungo il bordo orientale dell’Appennino e con spessore di circa 170 metri.

Manifesta estesi fenomeni di carsismo superficiale e sotterraneo dovuto alla parziale solubilità della roccia, dando così origine a doline, inghiottitoi e grotte anche di notevoli dimensioni.

La vena è formata tutta dallo stesso minerale (il gesso, solfato biidrato di calcio). Il caratteristico luccichio dei cristalli la distacca nettamente nell’aspetto dalle rocce circostanti e le ha valso il nome popolare di “pietra di Luna” o “Selenite”. Il gesso si presenta in cristalli pinacolidali, a punta di lancia, aciculari e a rosetta.

Come si è formata?

La formazione gessoso-solfifera può essere paragonata ad una grande salina fossile che si è depositata in seguito all’isolamento del Mar Mediterraneo con la chiusura della soglia di Gibilterra.

Lo scarso apporto d’acqua ed il clima piuttosto arido favorivano l’evaporazione e il gesso, un sale disciolto nell’acqua marina, si depositava. Quando l’apporto di acqua aumentava, la deposizione del gesso si interrompeva e si depositavano invece delle marne, sedimenti trasportati dai corsi d’acqua. Questo fenomeno interessò tutto il Mediterraneo per circa 15-16 volte alternativamente.

Ogni strato della Vena del Gesso rappresenta quindi un ciclo sedimentario, legato alla deposizione delle rocce che lo costituiscono, che si ripete secondo un ordine fisso.

Link utili

Sito del Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola