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Inaugurazione Museo “l’Uomo e il Gesso” e sito www.lapisspecularis.it

rocca brisighella, presso la Rocca, inaugurazione del Museo ” L’Uomo e il Gesso”. A seguire, alle ore 20,30, presso la Sala Polivalente della Biblioteca, in V.le Pascoli, 1 a Brisighella, Incontro Pubblico Le cave di lapis specularis nella Vena del Gesso Romagnola.

Venerdì 27 maggio

Alle ore 18,30, presso la Rocca,

Inaugurazione del Museo ” L’Uomo e il Gesso”

Il tema della storia dell’Uomo sulla Vena del Gesso è particolarmente rilevante per il Parco, il cui territorio è stato regolarmente frequentato dall’Uomo a partire dall’età del Rame, con picchi di straordinario interesse durante l’utilizzo a fini cultuali e sepolcrali delle grotte (età del Rame, età del Bronzo, età del Ferro), durante l’estrazione del lapis specularis (età Romana Imperiale), durante l’incastellamento (Medioevo) e, da ultimo, durante lo sviluppo dell’attività estrattiva in età Moderna e Contemporanea.

La Rocca di Brisighella, costruita agli inizi del XIV secolo e restaurata da Astorgio Manfredi (1457) e dai Veneziani (1504-1508), si trova in posizione dominante sul centro storico di Brisighella e in posizione panoramica rispetto alla Vena del Gesso e alla vallata del Lamone, appare come la sede ideale per un museo dedicato al rapporto tra l’Uomo e il Gesso, anche in virtù dell’imponente cornice architettonica (che è stata oggetto di un recente restauro) e della disponibilità di spazi interni rimasti fino ad oggi privi di allestimenti stabili.

Il Museo l’Uomo e il Gesso è un percorso che attraversa la lunga storia del rapporto dell’uomo con questo territorio e con il minerale che lo caratterizza.

La scala di accesso alla Torre Manfrediana, sulla destra, è una passeggiata nella storia che parte dalla frequentazione in età protostorica delle grotte della Vena del Gesso per motivi funerari e di culto, attraversa l’età Romana con lo sviluppo dell’attività estrattiva del prezioso lapis specularis (vetro di pietra) ed arriva al Medioevo e al Rinascimento, con il fenomeno dell’incastellamento che ha visto le creste gessose protagoniste della costruzione di rocche e castelli. La sala alta della torre Manfrediana espone i pereti archeologici ritrovati nella Vena del Gesso e risalenti a queste tre diverse fasi di frequentazione.

Per l’esposizione, allestita all’interno di vetrine sotto la direzione scientifica della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna e del Dipartimento di Archeologia dell’Università di Bologna, sono stati selezionati alcuni tra i contesti più rappresentativi indagati all’interno della Vena del Gesso, ovvero i reperti provenienti dalla Grotta dei Banditi per l’epoca pre/protostorica; i materiali della casa romana del Carnè, della cava della Lucerna, prima cava di lapis specularis identificata in Italia, per l’età romana; i materiali rinvenuti nel castello di Rontana per l’età medievale. Inoltre un video, proposto nella sala allestita, mostra, tramite una interessante ricostruzione cinematografica, in che cosa consisteva l’estrazione del Lapis Specularis, aiutata dalla fioca luce della lucerna.

Alla sezione specificamente dedicata al rapporto tra l’Uomo e il Gesso, nella Torre Veneziana è stata affiancata una seconda sezione didattica legata al Medioevo e al Rinascimento riguardante l’edificio della Rocca. A questo fine, sono stati posizionati sia negli spazi esterni sia negli spazi interni pannelli didattici dedicati alla storia della Rocca e alla funzione dei singoli ambienti; inoltre, negli ambienti del torrione sud-orientale sono state allestite con riproduzioni – cucina e stanza da notte – così da poter restituirne una piena leggibilità.

Il visitatore potrà segure il percorso didatti lasciando trasportare anche dalle ripristinate Pietre Parlanti. Un percorso multimediale interattivo dove il visitatore è accolto da musica e voci narranti che parleranno della Storia del luogo grazie ad sensori di presenza che ne rilevano il movimento ed attivano così le “Pietre Parlanti”, punti informativi “non convenzionali” inseriti nelle murature.

Il percorso che si snoderà all’interno della torre Veneziana culminerà nell’ambiente superiore, aperto verso il paesaggio circostante, dove le Pietre parlanti spiegheranno rocche e castelli castelli del territorio, in molti casi in contatto visivo con la Rocca stessa.

In fondo al cortile interno è possibile visitare la caponiera e comprendere la funzione difensiva delle opere fortificate.

In questa occasione verrà presentata anche l’edizione 2016 della rievocazione storica ” Il passato rivive: il medioevo alla Rocca” che si terrà nelle giornate del 2.3.4.5. Giugno p.v.

A segure

Alle ore 20,30 – presso la Sala Polivalente della Biblioteca, in V.le Pascoli, 1 a Brisighella,

Incontro Pubblico:

Le cave di lapis specularis nella Vena del Gesso Romagnola

Lapis duritia marmoris, candidus atque translucens.

Così Plinio il Vecchio descrive nella sua Storia Naturale il lapis specularis: una pietra “con la durezza del marmo, candida e trasparente”, in realtà un gesso secondario, facilmente lavorabile a lastre piane.

I romani ne facevano ampio uso come valida e più economica alternativa al vetro.

Un importante distretto minerario si trovava anche “in Bononiensis Italiae parte breves“, poco lontano da Bologna.

Nell’ultimo decennio sono state individuate vicino a Brisighella diverse cave in cui si è praticata in età romana l’estrazione del gesso speculare: quelle nella Vena del Gesso Romagnola sono le prime mai scoperte in Italia.

I siti scoperti, i reperti recuperati, le modalità di scavo, i luoghi di destinazione e di uso del

materiale, sono oggetto di studi approfonditi e sono il risultato di una proficua collaborazione tra Soprintendenza Archeologica Emilia-Romagna, Università di Modena-Reggio Emilia, Parco Regionale della Vena del Gesso Romagnola e Federazione Speleologica Regionale dell’Emilia-Romagna.

I risultati sono stati presentati in due convegni internazionali. Il primo svolto a Faenza nel 2013 e il secondo a Cuenca in Spagna nel 2015, entrambi in collaborazione con la “Asociación “Lapis Specularis” – Madrid”.

Intervengono:

Chiara Guarnieri

Il lapis specularis: le ultime scoperte

Piero Lucci

Il sito web sul lapis specularis

Maria Luisa Garberi, Giovanni Belvederi

Ricostruzione tridimensionale della cava

di lapis specularis presso Cà Torresina

Massimiliano Costa

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